mi compro la macchina fotografica

Mi compro la macchina fotografica.

Sembra quasi un passaggio… una condizione al verificarsi della quale si diventa automaticamente fotografi… 

Sebbene da qualche parte bisogna pur cominciare, credo che oggi, chiunque possegga un “apparecchio” che renda possibile fare fotografia, quindi investire danaro per poi continuare a fare le stesse foto che si farebbero normalmente con lo smartphone, a mio parere non ha senso. Ecco quindi che il mezzo meccanico diventa, o dovrebbe diventare, una scelta secondaria… sicuramente non sarà la scelta che trasformerà in fotografo chi fotografo non è.

Purtroppo le cose funzionano così. E’ un dato di fatto. La macchina fotografica altro non fa che bloccare un’istante che noi vogliamo diventi fotografia.

Quale istante… quale soggetto… come riprenderlo… perché riprenderlo… tutto dipende da noi. Non dalla macchina.

D’altronde i maestri del passato ci hanno detto tantissimo a riguardo… E da allora le cose non sono cambiate di una virgola. Garantito.

Vi lascio in loro compagnia… sperando che le loro parole possano tornare utili a qualcuno. Io me li sono immaginati così… tutti seduti in una stanza… tutti i grandi fotografi che vi citerò, seduti in una stanza. Provateci anche voi. Sedetevi e… ascoltate.  

 

Nessuno parlava, non si sentiva volare una mosca in quella stanza… anzi, si sentiva il rumore del silenzio quando ad tratto una voce tuonò nella stanza… era Andreas Feininger che diceva quasi divertito… 

Chi non sa fare una foto interessante con un apparecchio da poco prezzo, ben difficilmente otterrà qualcosa di meglio con la fotocamera dei suoi sogni.

Sembrava la sintesi perfetta di quanto detto sino ad ora… così ad un tratto, qualche sedia più in là, Henri Cartier-Bresson, un fotografo di natura schiva e riservata, che voleva tanto dare la sua opinione sull’argomento, prese il coraggio a due mani e con tono fermo esclamò… 

È un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa.

E quasi ad interrompere Cartier-Bresson, sentendo i suoi illustri colleghi, anche Alfred Eisenstaedt disse con tono autoritario…

L’importante non è la fotocamera ma l’occhio!

Ormai il ghiaccio era rotto… cominciavano tutti a sussurrare e parlare tra di loro, quando d’un tratto si sentì da in fondo alla stanza… 

C’è una grande differenza tra lo scattare una foto e fare fotografia…

e tutti voltandosi videro che era stato Robert Heinecken a parlare… lui arrossendo un po’, annuiva con la testa, come a ribadire fisicamente ciò che la sua voce aveva appena affermato…

Al che ridacchiando e con aria un po’ strafottente, riprese la parola Andreas Feininger…

Alla fin fine una fotocamera non ha certo capacità più creative di un pugno di argilla, che tuttavia nelle mani di un artista, può senz’altro divenire simbolo di vera espressione creativa.

Ormai nella sala c’era fermento… il brusio era cresciuto, i grandi fotografi parlavano tra di loro… tutti erano d’accordo… e tra un Ernst Haas che per farsi sentire urlò…

Non bisognerebbe mai giudicare un fotografo dal tipo di pellicola che usa, ma da come la usa!!!

e un ormai scatenato Henri Cartier-Bresson che disse:

Le prime 10.000 fotografie sono le peggiori 

si alzò in piedi d’un tratto, quasi a voler zittire tutti, il grandissimo Ferdinando Scianna… che col suo bellissimo accento siciliano esclamò… “due cose ho da dirvi”

uno… le fotografie si fanno con i piedi… le fotografie si fanno cercandole, con occhi aperti, il cuore aperto e la mente aperta a cercare di beccare un istante che ha un senso…

e d’un tratto ricalò il silenzio in sala… tutti volevano ascoltare Scianna… il quale guradando il suo amico Cartier-Bresson gli chiese… “ti ricordi…”? Cartier-Bresson, arrossendo un po’ sorrise e annuì col capo… al che Scianna partì recitando il più grande aneddoto che un fotografo possa avere la fortuna di raccontare al mondo intero…

vivevo a Parigi, nel ’78 o ’79 mi pare… io ero in Italia e… mi hanno svaligiato la casa a Parigi… si son portati via macchine fotografiche, diverse stampe ect… e allora, Cartier-Bresson mi regalò una Leica CL, e io dissi… ma Henri cosa?… e lui disse… ma io non te la regalo te la do in prestito per 99 anni… e io ero contentissimo perché dicevo, adesso ho la macchina di Cartier-Bresson, questa macchina è allenata, farò foto come le sue… e invece no… quando ce l’ho in mano io non fa le stesse foto…” 

e ridendo, Scianna riabbracciò il suo grande amico…

tutti i presenti, provando un po’ di sana invidia per Scianna e per la sua amicizia con Cartier-Bresson, altro non potevano fare che ascoltare incantati le parole del fotografo siciliano… così come fece il sottoscritto la prima volta che sentì questo aneddoto… immaginare Cartier-Bresson regalarmi la sua Leica… mi vengono contemporaneamente gli occhi lucidi e i brividi… sarebbe come per un chitarrista ricevere la chitarra di Jimi Hendrix da Hendrix in persona… 

Il clima ormai sereno e disteso della sala fu riportato all’ordine quando anche Richard Avedon prese la parola…

Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi.

al che Andy Warhol il quale sembrò volesse finire la frase di Avedon esclamò…

Io porto la mia macchina fotografica ovunque vada. Avere un nuovo rullino da sviluppare mi dà una buona ragione per svegliarmi la mattina…

e adesso mi alzo io, ma in silenzio e per “allontanarmi dalla stanza”… non ho l’autorità per parlare al pari dei grandi, ma una cosa voglio dirla comunque sottovoce… se nessuna di queste frasi vi ha emozionato, se non conoscete questi autori, ma solo alcuni di essi, se tante frasi vi sembrano inesatte, fidatevi… cominciate a studiare la fotografia e solo dopo pensate a che apparecchiatura acquistare.

Nessuno di questi grandi fotografi (ancora in attività o meno) parlerà mai di sensori, megapixell o zoom… e ognuno di questi grandi fotografi (e non solo questi) sarebbero in grado di scattare le “loro” foto anche con un cellulare.

Io con la fantasia ho messo insieme fotografi che ormai non sono più tra noi con altri che invece sono tra di noi e hanno ancora tanto da dire e da mostrarci… sperando di non aver offeso nessuno e di aver fatto invece cosa gradita a qualcuno.

Quindi il mio consiglio come sempre è, la cultura prima di tutto… libri libri libri… ore, giorni, mesi e anni di studio e poi, capirete che la macchina fotografica non è che l’ultimo anello della catena.

Anzi, un consiglio sull’apparecchiatura voglio darvelo. Andate su Ebay, e cercate una vecchia macchina a pellicola, magari sovietica. Pagate 20 euro macchina più obiettivo, caricatela con un rullino kodak da 2 euro e cominciate a scattare. Finite il rullino e sviluppatelo. Guardate i vostri errori. Ricaricate la macchina con un nuovo rullino, scattate e sviluppate… fate queste operazioni per circa 1.000 foto.

Sentire la macchina che quando scatta fa “CLACK” e non click, avvertire sotto le dita il quasi impercettibile movimento degli ingranaggi e poi col pollice caricare la pellicola che emette quel suono “TRRRRR” e poi un altro “CLACK” è una sensazione bellissima… Tutto manuale, decidete voi cosa fare e quando farlo… Un solo obiettivo, nel senso di lente, e mille foto. Poi sarete pronti. 

Avrete appreso tanta fotografia e ne saprete tanto di più, rispetto a chi spende migliaia di euro per conservare una reflex nuova nuova in un cassetto… e cosa ancora più assurda utilizzata con le modalità “scene” della macchina fotografica… come sport, party indoor e altre cagate del genere (scusate il “francesismo”).

 

Ma lo sapevate che è anche possibile scattare foto con un rullino messo dentro ad una scatola di scarpe con un foro su un lato? mi rendo conto che questo è troppo azzardato, anzi mi viene voglia di trattare un argomento interamente dedicato al foro stenopeico.

Intanto vi lascio delle mie immagini scattate con una macchina sovietica (come quella che vi ho consigliato) e col foro stenopeico… solo per dimostrare che le foto possono essere fatte davvero con qualsiasi mezzo.

 

 

Chiudo qui, grazie a chi avrà avuto la pazienza di leggere tutto.

Alla prossima.

Potrebbero tornare utili a qualcuno anche queste letture.

http://trabuioeluce.com/fotografare-sottraendo/

http://trabuioeluce.com/il-ritratto/

http://trabuioeluce.com/bianco-nero-colori/

 

E come sempre vi lascio qualche link interessante.

Avedon: http://www.avedonfoundation.org/

Warhol: http://warholfoundation.org/

Scianna: http://www.magnumphotos.com/FerdinandoScianna

Haas: http://www.ernst-haas.com/

per gli altri nomi, non ci sono riferimenti ufficiali, ma notizie sparse qui e la nel web.

 

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